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Ultime news di Novembre
LETTERA DI ASTRAMBIENTE AL GENIO CIVILE. TUTTE LE IRREGOLARITA'
Il
Ministero dell'Ambiente risponde ad ASTRAMBIENTE e chiede solleciti PETIZIONE PER LA TUTELA DEL FIUME MELFA (aiutateci a raccogliere le firme per salvare il fiume) La lettera sospensiva dei lavori inviata dalla Regione Lazio ed IGNORATA dal consorzio! Lettera da ASTRAMBIENTE FRSUD agli organi competenti e NOE su illeciti perseguiti Il documento inviato dall'autorità di Bacino (agg. 04 lug 2006) |
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| Fiume Melfa |
| Leggi la missiva spedita al Genio Civile (clicca) |
| Fiume Melfa anche il Ministero Ambiente vuol vederci chiaro. |
| Leggi la missiva spedita a AstrambienteFrSud (clicca) |
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A tutte le persone e associazioni in
indirizzo chiediamo di aiutarci ma soprattutto di aiutare il Fiume Melfa
nella sua battaglia CONTRO CHI LO VUOLE FAR MORIRE PER SEMPRE!!!abbiamo
lanciato una petizione per far arrestare i lavori in attesa che ci siano
sviluppi su un progetto ILLEGALE CHE PUNTA A PROSCIUGARE DEFINITIVAMENTE IL
FIUME MELFA!!! chi vuole contribuire a ristabilire almeno un minimo di legalità puo farlo scaricando il file in allegato. le firme raccolte possono essere spedite al seguente indirizzo: astrambiente area Frosinone Sud via Borgo Murata 183 03032 Arce (FR) oppure contattate il seguente num. 349/122.33.08 in tanti ci stanno appoggiando....fatelo anche Voi!!! |
| LETTERA Arce 15 luglio 2006 |
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Ministro dell’Ambiente
Direzione per la Protezione della Natura |
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Arce 15 luglio 2006 Oggetto:realizzazione opere di captazione sul Fiume Melfa – Comune di Picinisco, (Fr) loc. Borgo Castellone. In seguito alla nostra nota inviata all’Autorità di Bacino, in data 10-06-2006 e conseguentemente alla risposta ricevuta dalle stessa in data 22-06-2006 con loro prot. nr. 7715 ci siamo resi conto che quanto sospettato è effettivamente successo. Il progetto denominato “Impianto di distribuzione per l’irrigazione a pioggia a gravità in agro di Picinisco, Atina, Gallinaro, Casalvieri, Casalattico e Alvito”, (proposto dal Consorzio per il miglioramento fondiario del Melfa) e le relative opere, ormai quasi totalmente realizzate (manca solo l’invaso), non sono mai state oggetto di parere da parte dell’Autorità di Bacino. Allo stesso tempo la nostra Associazione insieme al wwf e ai v.a.s., ha chiesto alla Regione Lazio, con il Dipartimento territorio - l’Area Natura 2000 e Osservatorio regionale per l’ambiente, di intervenire sulla mancata osservanza: · della procedura di verifica V.I.A. viste le previsioni di captazione per a circa 1200 l/s · e della procedura di Valutazione di incidenza, vista la stretta correlazione ecologica del fiume Melfa con la ZPS IT6050027 denominata “Gole del Melfa”: A seguito di queste note la Regione Lazio ha inviato una nota, in data 07-06-2006 loro prot. nr. 9248 in cui invitava il Consorzio a sospendere i lavori ed allo stesso tempo chiedeva allo stesso di inviare il progetto al fine di espletare le procedure di Valutazione di impatto ambientale di Valutazione di Incidenza.Ora si chiede agli Enti in epigrafe dei chiarimenti e soprattutto di intervenire affinché sia ripristinato il principio di legalità. Chiediamo l’immediata sospensione dei lavori visto che dalla nota suddetta, inviataci dall’Autorità di bacino ed in particolare all’allegato nr. 2 (penultimo capoverso), appare evidente e palese che la stessa è venuta a conoscenza delle opere in oggetto alla data del 12-04-2006, quando ha ricevuto una richiesta in merito al progetto in oggetto dell’arch. Alfredo Fava. In risposta a tale richiesta l’Autorità di Bacino ha sottolineato come il Consorzio di Miglioramento Fondiario del Melfa non abbia mai presentato il progetto delle opere, ormai quasi completamente realizzate. Allo stesso tempo chiede che il Consorzio invii il progetto definitivo corredandolo di tutti gli studi del caso (studio di compatibilità idrogeologica, ecc) per il rilascio del parere.Infine teniamo a sottolineare che, come rinvenuto dalla stessa Autorità di Bacino, il suo Parere è obbligatorio e vincolante per la realizzazione del suddetto progetto. Inoltre ci domandiamo come, nonostante la mancanza di tale parere, gran parte delle opere oggi sono state realizzate anche senza questo parere che, di norma, deve essere rilasciato in fase di progettazione e non in corso d’opera.Si chiede, come mai Il Direttore dei lavori del suddetto progetto, nonostante la nota dell’Autorità di Bacino del 11-05-2006 inviata in seguito ad una sua comunicazione del 28-04-2006, non abbia sospeso i lavori, sapendo che il progetto non aveva ottenuto nessun parere, e non abbia avviato l’iter per l’emissione del parere come richiesto nella stessa nota dall’Autorità di Bacino.Infine ci domandiamo come mai, nonostante la Regione, in qualità di organismo competente per i siti Natura 2000, abbia inoltrato la nota di cui sopra (del 07-06-2006 loro prot. nr. 9248) anche al Coordinamento Provinciale di Frosinone e questo non sia intervenuto in maniera incisiva. La nota della Regione chiede esplicitamente al CFS di Frosinone di vigilare sul rispetto della normativa ambientale (con particolare riferimento all’art. 15 del DPR 357/97 modificato dal DPR 120/2003), e di assumere le eventuali iniziative, qualora necessarie. Il fatto è che ad oggi manca tra l’altro “solo” il parere relativo al rispetto da parte dell’opera del Deflusso Minimo Vitale 0,4 mc/s.La nostra richiesta non vuole, a prescindere bocciare il progetto (non siamo mai riusciti a conoscerne i contenuti e non siamo i soli) ma vuole che sia fatta chiarezza, che le leggi vengano rispettate e soprattutto che vengano applicate.Noi non siamo disposti a tutto ciò, seguiremo tutte le vie legali affinché il rispetto della legge sia un diritto di tutti. Sicuri di un vostro immediato riscontro a cui seguirà una nostra immediata verifica in loco, vi porgiamo i più sinceri auguri di buon lavoro. Si allegano le note citate all’interno del documento. Si prega di inviare, eventuali comunicazioni al seguente indirizzo: ASTRAmbiente Area Frosinone Sud Via Borgo Murata 183 03032 Arce (Fr) email: astrambiente.frsud@libero.it ASTRAMBIENTE/FRSUD Il Direttivo |
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IL FIUME MELFA SALVO… PER ORA! Si è concluso nel migliore dei modi il primo round della battaglia intrapresa dai comuni di Roccasecca ed Arpino, per salvare il fiume Melfa dall’ennesimo tentativo di impoverimento idrico. Da alcuni mesi, infatti, erano ripresi i lavori per la realizzazione di un sistema di irrigazione a pioggia nel territorio di Picinisco (FR) da parte del Consorzio di Miglioramento fondiario del Melfa. Tale sistema avrebbe dovuto sostituire l’attuale, costituito da canalette a cielo aperto, ben strutturato e perfettamente funzionante, con il grande vantaggio della restituzione dell’acqua al suo legittimo proprietario, il fiume Melfa. L’opera idraulica vista di buon occhio da alcuni comuni rivieraschi si è però scontrata con quelli di Roccasecca ed Arpino, che da sempre si battono per il ritorno al suo antico splendore di questo corso d’acqua, ritenuto uno dei più belli e caratteristici dell’Italia centro-meridionale e da qualche anno meta di sportivi e turisti che ne apprezzano le Gole, oggi ZPS (Zona a protezione speciale) e SIC (Sito d’interesse comunitario). Ma come sempre è l’unione a fare la forza e di volta in volta, paese in paese, l’interesse per il fiume è andato crescendo raccogliendo un vasto consenso popolare come quello di Roccasecca capeggiata dal sig. Tommasino Marsella ed il dott. Marco Cinelli. Ammirabile poi il coraggio degli abitanti di Borgo Castellone (frz. Di Picinisco) capeggiato dalla dott.ssa Bartolomucci, ma soprattutto quello delle associazioni ambientaliste della Ciociaria tra cui il WWF di Frosinone con il dott. Riccardo Copiz, Agenda Locale 21 di Arpino con il dott. Paolo Greco, Astrambiente FRSud con il dott. Giuliano Grimaldi, e la Regione Lazio con il contributo del dott. Giovanni Pizzuti. Insieme a queste associazioni è iniziata la lotta per porre fine alla morte del Melfa, già notevolmente provato dalle captazioni dell’acquedotto degli Aurunci in Val Canneto e dalla derivazione idroelettrica di Grottacampanaro, che di fatto spezza il fiume in due tronconi, deviandone oltre il 70% d’acqua in una centralina presso S.Elia Fiume Rapido (FR). Così quel fiume, che nelle memorie dei nostri nonni appare come florido di pesci ed acqua, appare oggi come un esile rigagnolo d’acqua che si disperde ben prima di vedere la sua foce con il Liri, a dimostrazione ancora una volta del mancato rispetto dei deflussi minimi vitali stabiliti quando si iniziano opere idroelettriche. Se il sistema irriguo fosse stato approvato, l’opera avrebbe captato 1200lt/sec, funzionando però a singhiozzo, essendo presenti nell’alveo solo 600lt/sec. Ciò avrebbe di fatto prosciugato il fiume sin da Atina, lasciandolo a secco per gran parte dell’anno. A rendere più grave il fatto, però, concorrono diverse ingerenze tra cui l’assenza delle autorizzazione dell’autorità di bacino, l’assenza di una perizia idrogeologica e di impatto ambientale che attestino l’assoluta sicurezza e funzionalità dell’impianto. Da questi presupposti tecnici, ma soprattutto ambientali che minacciano una zona verdissima e florida al confine laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, è partita la protesta dei due comuni ciociari, che avvalendosi della competenza delle associazioni ambientaliste, ha raggiunto il primo grande scopo, il blocco dei lavori da parte della Regione Lazio. Ora però bisogna insistere affinché non sia solo la vittoria di una battaglia, perché il fiume Melfa può e deve ritornare ad essere in primo luogo un fiume e di tutti, perché tutti ne fruiscano e perché l’acqua è la risorsa principale dell’umanità. Non si chiede la chiusura delle centrali, ne quella delle captazioni, ma che dell’acqua del fiume Melfa ne se faccia uso proprio e soprattutto che l’acqua del Melfa ritorni nel letto del suo fiume prima che scompaia del tutto e il Melfa diventi il fiume dei sassi. E in attesa della sentenza del Tribunale delle acque possiamo credere che alcuni sogni diventino realtà! |
| LETTERA |
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Arce 10 giugno 2006. Oggetto:realizzazione opere di captazione sul Fiume Melfa – Comune di Picinisco, (Fr) loc. Borgo Castellone. Si porta a conoscenza l’Autorità di Bacino che a poche centinaia di metri dalle sorgenti del Fiume Melfa si stanno concludendo dei lavori per la realizzazione di un impianto di irrigazione a pioggia del Consorzio per il Miglioramento Fondiario del Melfa con sede ad Atina (FR). Questo nonostante la nostra certezza circa la mancanza di alcune autorizzazioni e, soprattutto, di una corretta valutazione dell’impatto ambientale e della compatibilità delle captazioni con quanto previsto dalle vigenti leggi e normative territoriali. Le nostre perplessità sono condivise anche da altri Enti (fra cui il comune di Arpino e Roccasecca) ed Organismi (fra cui il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise), primo fra tutti il Comune di Picinisco che si è opposto duramente alla realizzazione, nel proprio territorio, di un nuovo invaso artificiale e alla captazione totale delle acque del fiume Melfa. Con la presente si intende portare all’attenzione dell’Autorità di Bacino il danno ambientale che tale progetto ha comportato finora e comporterebbe una volta completato ed operativo. Si fa notare che, tale progetto non risulta sia stato mai sottoposto:
Ed infine, non risulta presente alcuna dichiarazione o altro documento della Vs. Autorità di Bacino, che attesti la compatibilità con quanto da voi previsto nell’ambito degli strumenti di pianificazione: il Piano Stralcio di Assetto idrogeologico e il Piano di Tutela Ambientale. Tale assenza è molto probabilmente dovuta al fatto che i Vs Uffici non sono mai stati informati sul progetto, benché parte in causa per le finalità di cui all’art. 3, comma 1, lettera i) della legge sui suoli n. 183 del 18 maggio 1989, in particolare per quanto riguarda la <<razionale utilizzazione delle risorse idriche superficiali e profonde .. garantendo, comunque, che l’insieme delle derivazioni non pregiudichi il MINIMO DEFLUSSO COSTANTE VITALE NEGLI ALVEI SOTTESI>>. Si chiede, pertanto, che vengano effettuate le verifiche di compatibilità del progetto soprattutto considerando che questo prevede una captazione di circa 1200 l/s, che se realizzata porterebbe alla morte dell’ecosistema fluviale e degli ecosistemi collegati al fiume Melfa. Assicurandovi che il nostro interessamento coinvolgerà anche le Istituzioni a livello Nazionale e Comunitario e certi di un sollecito interessamento, inviamo distinti saluti.
Si prega di
inviare, eventuali comunicazioni ASTRAMBIENTE/FRSUD (Giuliano Grimaldi)
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